In seguito alla morte della madre di un mio amico ho scritto via sms questa riflessione:
“mi piace ricordare come dopo Cristo la morte diventi da “nemica” una “sorella” (“sorella morte corporale”, san francesco) sia per chi muore (“doveva essere posto un termine al male, affinché la morte restituisse ciò che la vita aveva perduto” sant’Ambrogio) che per chi resta, poiché ci aiuta nel lavoro di memoria, memento mori, ‘ricordati che devi morire’ ovvero il miglior ‘esercizio di buona morte’ (san Giovanni Bosco) che esista.”
Estendo il discorso riprendendo la frase di Freud “si vis vitam, para mortem” (“se vuoi poter vivere, prepara la tua morte”) che è il pensiero che distingue una vita fallimentare da una vita economicamente florida (economia del principio di piacere). Il pensiero distintivo è il ritrovare lo scopo del proprio agire, ecco perché la massima benedettina “ora et labora” è geniale: prima “ora” (prega, rifai tuo il pensiero di Cristo, ovvero ricordati che la “vita in abbondanza” si ha solo seguendoLo) “et labora” (e quindi lavora, dopo che si è chiarito lo scopo, qualsiasi lavoro sia – quindi non sorprenderà più la monaca di clausura che fa il 730 per le sue compagne).
Il pensiero della morte è la più grande rimozione della storia dell’umanità; geniale come alcune persone (san Francesco, san Giovanni Bosco, Sant’Ambrogio, Freud) abbiano rimosso la rimozione.
venerdì 13 giugno 2008
martedì 10 giugno 2008
I licea(ia)li
In questi serate, anziché studiare, sto sprecando il mio tempo per vedere la serie tv “I liceali”. Dato che ho un senso di colpa grande come una casa per questo mio spreco, cercherò di trarvi qualcosa di utile.
Premetto che quasi tutti i miei più cari amici sono insegnanti delle scuole superiori (anzi: del liceo addirittura).
Ecco le prime considerazioni:
nessuno dei miei amici deve mendicare l’attenzione degli studenti in classe (come fa Cicerino), ovvero conoscono la differenza che passa tra essere autorevoli ed autoritari; gli insegnanti del telefilm hanno deficit di autorevolezza e scadono nell’autoritarismo (o fanno i simpaticoni, che è l’altra faccia dell’autoritarismo);
nessuno dei miei amici è depresso come gli insegnanti del telefilm (dato che l’entusiasmo è l’altra faccia della depressione);
in classe non avevo compagni di classe caricaturali; per esempio: il depressone smanettone di pc e smanettone del suo uccello che spia la figlia del professore in webcam; il gigolò figone coattone che nel compito di italiano espone il suo amore per la squadra del cuore (esiste davvero della gente così?); il miliardario stronzo che assiste il fratello handicappato di nascosto e che poi si dichiara gay e infine diventa bauono – detto in pizziranesco (ripeto: assiste il fratello handicap e poi diventa gaio);
le amiche della figlia del prof. Cicerino sono delle troione e il telefilm le fa passare come se fossero delle ragazze nella media, mentre la figlia del prof. è la Beatrice angelicata. Ma ‘sti bagascioni non finiscono mai????
tutte le vittime del film (cioè il fratello handicap e il ragazzo investito dai due bulletti della classe) sono dei mentecatti analfabeti sempre depressi. Ma tutta questa depressione giova all’audience (si scrive così?)?
i ragazzi, mentre vengono mostrati nell’azione che dovrebbe essere il tratto distintivo della gioventù: ovvero il mandare sms, sembrano mongoloidi. Possibile che nessuno dei 20enni scelti per recitare in quella parte fosse capace di impugnare un cellulare in modo naturale?
la colonna sonora fa cagare
il bidello è troppo simpatico per essere reale
la prof. di francese è una mignotta romantica (e questo dice tutto sull’originalità della sceneggiatura)
…continua
Premetto che quasi tutti i miei più cari amici sono insegnanti delle scuole superiori (anzi: del liceo addirittura).
Ecco le prime considerazioni:
nessuno dei miei amici deve mendicare l’attenzione degli studenti in classe (come fa Cicerino), ovvero conoscono la differenza che passa tra essere autorevoli ed autoritari; gli insegnanti del telefilm hanno deficit di autorevolezza e scadono nell’autoritarismo (o fanno i simpaticoni, che è l’altra faccia dell’autoritarismo);
nessuno dei miei amici è depresso come gli insegnanti del telefilm (dato che l’entusiasmo è l’altra faccia della depressione);
in classe non avevo compagni di classe caricaturali; per esempio: il depressone smanettone di pc e smanettone del suo uccello che spia la figlia del professore in webcam; il gigolò figone coattone che nel compito di italiano espone il suo amore per la squadra del cuore (esiste davvero della gente così?); il miliardario stronzo che assiste il fratello handicappato di nascosto e che poi si dichiara gay e infine diventa bauono – detto in pizziranesco (ripeto: assiste il fratello handicap e poi diventa gaio);
le amiche della figlia del prof. Cicerino sono delle troione e il telefilm le fa passare come se fossero delle ragazze nella media, mentre la figlia del prof. è la Beatrice angelicata. Ma ‘sti bagascioni non finiscono mai????
tutte le vittime del film (cioè il fratello handicap e il ragazzo investito dai due bulletti della classe) sono dei mentecatti analfabeti sempre depressi. Ma tutta questa depressione giova all’audience (si scrive così?)?
i ragazzi, mentre vengono mostrati nell’azione che dovrebbe essere il tratto distintivo della gioventù: ovvero il mandare sms, sembrano mongoloidi. Possibile che nessuno dei 20enni scelti per recitare in quella parte fosse capace di impugnare un cellulare in modo naturale?
la colonna sonora fa cagare
il bidello è troppo simpatico per essere reale
la prof. di francese è una mignotta romantica (e questo dice tutto sull’originalità della sceneggiatura)
…continua
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