giovedì 17 luglio 2008
Michael Jackson
Ascolto or ora il nuovo singolo di Akon con ospite Michael Jackson (redivivo) "Hold my hand": c'è una sola costante nella musica pop dal 1991 ad oggi: il falsetto di Michael è micidiale. Non si può resistere.
mercoledì 16 luglio 2008
Francesco/1
Pur non esplicitandolo san Francesco ha pensato anche "Fratello padre, sorella madre" (che è il raccogliere la frase evangelica del "fratelli e sorelle, madri e padri" come coloro che "fanno la volontà del Padre").
E poi c'è gente che dice che il cattolicesimo difetta di logica e di ragionevolezza... ma vaff...
E poi c'è gente che dice che il cattolicesimo difetta di logica e di ragionevolezza... ma vaff...
"dad" a 58 anni/2 (sarebbe meglio "dada" a 58 anni...)
Ferma le macchine... ferma le macchine... perché qui siamo davvero fuori.
Tu vuoi dirmi che per te non arriva un momento nella vita di un figlio/a in cui i propri genitori smettono di essere "mamma" e "papà" ma diventano finalmente nostri fratelli e sorelle?
Ti posso dare un consiglio: guardati il film "Francesco" della Cavani (storia di san francesco ovviamente) in cui c'è la scena (sana) di Francesco che dice a suo padre "rinuncio all'eredità perché ho un altro padre" (Padre o padre ha poca differenza in questo caso). Pensa anche alla scena della morte del padre di Francesco: lui misero con la cassettina degli affari in mano... un Mazzarò qualunque che ha fatto tutto in vita sua tranne che pensare a "sorella morte corporale".. disperato con la faccia di chi non sa come morire perché si è interessato di tutto ma non della cosa più importante (la cura del suo pensiero). È una fortuna per i nostri genitori che prima o poi diventino nostri fratelli e sorelle. Che smettano di essere papà e mamma. Soprattutto per il loro bene (oltre che per il nostro di figli).
Se mai diventerò padre (biologico) mi auguro di diventare un giorno fratello dei miei figli.
Pensaci se sei un genitore. Per me questo è un punto discriminante:
smettere di essere i totem venerato e intoccabile. La finta frase: "la mamma è sempre la mamma" che è uguale a "il papà è sempre il papà" è tutto il contrario dell'"onora il padre e la madre" del decalogo. È uscito anche un film stupendo in tal senso.
R.R.
p.s. come mi suggerisce una amica vedere i propri genitori come fratelli e sorelle è il solo modo per perdonarli di tutte le cattiverie che hanno inflitto (inconsciamente) nella nostra infanzia.
Tu vuoi dirmi che per te non arriva un momento nella vita di un figlio/a in cui i propri genitori smettono di essere "mamma" e "papà" ma diventano finalmente nostri fratelli e sorelle?
Ti posso dare un consiglio: guardati il film "Francesco" della Cavani (storia di san francesco ovviamente) in cui c'è la scena (sana) di Francesco che dice a suo padre "rinuncio all'eredità perché ho un altro padre" (Padre o padre ha poca differenza in questo caso). Pensa anche alla scena della morte del padre di Francesco: lui misero con la cassettina degli affari in mano... un Mazzarò qualunque che ha fatto tutto in vita sua tranne che pensare a "sorella morte corporale".. disperato con la faccia di chi non sa come morire perché si è interessato di tutto ma non della cosa più importante (la cura del suo pensiero). È una fortuna per i nostri genitori che prima o poi diventino nostri fratelli e sorelle. Che smettano di essere papà e mamma. Soprattutto per il loro bene (oltre che per il nostro di figli).
Se mai diventerò padre (biologico) mi auguro di diventare un giorno fratello dei miei figli.
Pensaci se sei un genitore. Per me questo è un punto discriminante:
smettere di essere i totem venerato e intoccabile. La finta frase: "la mamma è sempre la mamma" che è uguale a "il papà è sempre il papà" è tutto il contrario dell'"onora il padre e la madre" del decalogo. È uscito anche un film stupendo in tal senso.
R.R.
p.s. come mi suggerisce una amica vedere i propri genitori come fratelli e sorelle è il solo modo per perdonarli di tutte le cattiverie che hanno inflitto (inconsciamente) nella nostra infanzia.
Peter Gabriel "dad" a 58 anni
Scusate, sarò noioso con le mie insistenze ma peter gabriel che parla di fare il "papà" (dad) anziché di "paternità" mi fa girare i coglioni a 2000. e poi che cazzo c'entrano i 58 anni?
(Non me la sto prendendo con te federica, non pensare male... anzi hai fatto bene ad inoltrare il link... così che possiamo renderci conto del precoce pensionamento mentale del Nostro).
Sono proprio quelle piccolo-borghesie che da un artista del suo calibro sono insostenibili. Stesso discorso per quando al concerto del "growing up tour" introdusse "father, son" (nonostante la presenza nel titolo del termine "magico" father) parlando di quando lui e il suo "papà" fanno yoga assieme.
E ancora: "mi piace molto fare il papà" (in che concerto l'ha detto? Non ricordo adesso, ma l'ho sentito e mi urtò anche all'epoca).
Ma sarà una stronzata sentimentalistica e che non ha nulla a che vedere con la vera paternità? Sono quei discorsi da gruppi oratoriani di famiglie parruccone con la multipla, 3 passeggini e il marito con i sandali, la moglie trasandata e che vanno in ferie con la macchina piena di secchielli e palette.
Ovviamente non ho nulla contro la famiglia, figurarsi, ma cacchio un po' di dignità umana.
È vero quello che dice lo psicoanalista Giacomo Contri: molte donne e uomini quando si sposano smettono di essere donne e uomini per diventare mamme e papà. Al rogo. Che brucino tutti per autocombustione. Sono il male del mondo. Per colpa loro i figli appena diplomati sogneranno il posto fisso ed inizieranno a contare i giorni alla pensione da quando saranno 21enni.
"with my dad by my side". È intollerabile. Ma che "by my side"? e quando muore che fai? Ti spari perché non è più con te? Valuta quello che hai imparato e bona.
Ed è proprio perché è un grande artista che mi girano i coglioni. Se l'avesse detto Franco Battiato, fra le migliaia di stronzate che dice, non ci avrei fatto caso essendo un mediocre contraffattore di Peter.
Ma qui stiamo parlando di uno che ha scritto brani come "Come talk to me", "Blood of eden" e "Only us".
Signore aiutaci.
(Non me la sto prendendo con te federica, non pensare male... anzi hai fatto bene ad inoltrare il link... così che possiamo renderci conto del precoce pensionamento mentale del Nostro).
Sono proprio quelle piccolo-borghesie che da un artista del suo calibro sono insostenibili. Stesso discorso per quando al concerto del "growing up tour" introdusse "father, son" (nonostante la presenza nel titolo del termine "magico" father) parlando di quando lui e il suo "papà" fanno yoga assieme.
E ancora: "mi piace molto fare il papà" (in che concerto l'ha detto? Non ricordo adesso, ma l'ho sentito e mi urtò anche all'epoca).
Ma sarà una stronzata sentimentalistica e che non ha nulla a che vedere con la vera paternità? Sono quei discorsi da gruppi oratoriani di famiglie parruccone con la multipla, 3 passeggini e il marito con i sandali, la moglie trasandata e che vanno in ferie con la macchina piena di secchielli e palette.
Ovviamente non ho nulla contro la famiglia, figurarsi, ma cacchio un po' di dignità umana.
È vero quello che dice lo psicoanalista Giacomo Contri: molte donne e uomini quando si sposano smettono di essere donne e uomini per diventare mamme e papà. Al rogo. Che brucino tutti per autocombustione. Sono il male del mondo. Per colpa loro i figli appena diplomati sogneranno il posto fisso ed inizieranno a contare i giorni alla pensione da quando saranno 21enni.
"with my dad by my side". È intollerabile. Ma che "by my side"? e quando muore che fai? Ti spari perché non è più con te? Valuta quello che hai imparato e bona.
Ed è proprio perché è un grande artista che mi girano i coglioni. Se l'avesse detto Franco Battiato, fra le migliaia di stronzate che dice, non ci avrei fatto caso essendo un mediocre contraffattore di Peter.
Ma qui stiamo parlando di uno che ha scritto brani come "Come talk to me", "Blood of eden" e "Only us".
Signore aiutaci.
Superman/1
Inizio a trascrivere una serie di pensieri relativi ad uno dei miei miti infantili: Superman.
La conclusione principale cui sono giunto è che per me il fascino verso tale supereroe si spiega nella pratica della trasfigurazione: Clark Kent bistrattato/maltrattato/umiliato diventa l'uomo splendente (per l'appunto: d'acciaio).
La caduta palese del peso imbruttente della paura nevrotica svela tutta la magnificenza dell'uomo riuscito. (tralasciando la ridicolaggine della calzamaglia compensata dalla capacità di volare... di certo Christopher Reeve ha dato un grande contributo al ripensamento estetico di questo personaggio e di questo gli rendo merito).
Questo fascino presuppone però l'errore: bellezza interiore/esteriore: come se fosse tutta una questione di nobiltà d'animo. In verità è la consapevolezza che la persona che pensa bene è bella nella sua totalità e non esiste la separazione interiore/esteriore.
Sono consapevole della non perfetta quadratura logica dei miei pensieri soprascritti... ma è il bello dei lavori in corso d'opera. Continua...
La conclusione principale cui sono giunto è che per me il fascino verso tale supereroe si spiega nella pratica della trasfigurazione: Clark Kent bistrattato/maltrattato/umiliato diventa l'uomo splendente (per l'appunto: d'acciaio).
La caduta palese del peso imbruttente della paura nevrotica svela tutta la magnificenza dell'uomo riuscito. (tralasciando la ridicolaggine della calzamaglia compensata dalla capacità di volare... di certo Christopher Reeve ha dato un grande contributo al ripensamento estetico di questo personaggio e di questo gli rendo merito).
Questo fascino presuppone però l'errore: bellezza interiore/esteriore: come se fosse tutta una questione di nobiltà d'animo. In verità è la consapevolezza che la persona che pensa bene è bella nella sua totalità e non esiste la separazione interiore/esteriore.
Sono consapevole della non perfetta quadratura logica dei miei pensieri soprascritti... ma è il bello dei lavori in corso d'opera. Continua...
Sorella morte/2
Segnalo il film "Francesco" di Liliana Cavani. Anzitutto per essere uno dei pochi film che ritraggono la vita di un santo mostrando davvero qualche caratteristica di santità (e non parlo della faccia bonaria di mickey rourke, bensì della sua scelta per la parte), in secondo luogo per l'attenzione alla vicenda del rapporto con suo padre.
Davanti al vescovo, dopo essersi spogliato di tutte le aspettative altrui sulla sua vita, dice a Pietro Bernardone "Ho un altro padre" (Padre o padre non cambia per il pensiero che voglio esporre); mentre quando lo stesso padre sta per morire e Francesco torna a trovarlo, trovandolo con la cassettina degli affari in mano e con tutti i progetti per far avanzare gli affari (nonostante Francesco non sia interessato), le frasi provinciali "sei conte? so che sei famoso... sei diventato importante?" lo fa diventare suo fratello: un peccatore qualsiasi, come un amico. Non più il padre esautorante e vincolante, da cui aspettarsi una risposta per la propria vita. In quella scena si nota come chi non pensa la propria morte (cioè rimuove il freudiano "si vis vitam, para mortem") poco prima del trapasso si attacca a tutto quello che ha: mancando un giudizio su Cristo restano solo le cose materiali. Francesco chiede perdono: la pugnalata data davanti al vescovo era data al fratello o al padre?
Torna la questione fondamentale dell'essere genitore: chi mette al mondo una vita fa un invito onesto?
I figli si aspettano tale onestà: non tanto come sapienza completa sui fatti della vita e della morte (chi può realmente sapere tutto?) bensì come autorevolezza (so a chi rivolgermi, non rimuovo la questione).
Verrà il giorno in cui ogni padre/madre diventerà fratello/sorella nostra (o come ha detto un mio amico "perdonerai i tuoi genitori").
Davanti al vescovo, dopo essersi spogliato di tutte le aspettative altrui sulla sua vita, dice a Pietro Bernardone "Ho un altro padre" (Padre o padre non cambia per il pensiero che voglio esporre); mentre quando lo stesso padre sta per morire e Francesco torna a trovarlo, trovandolo con la cassettina degli affari in mano e con tutti i progetti per far avanzare gli affari (nonostante Francesco non sia interessato), le frasi provinciali "sei conte? so che sei famoso... sei diventato importante?" lo fa diventare suo fratello: un peccatore qualsiasi, come un amico. Non più il padre esautorante e vincolante, da cui aspettarsi una risposta per la propria vita. In quella scena si nota come chi non pensa la propria morte (cioè rimuove il freudiano "si vis vitam, para mortem") poco prima del trapasso si attacca a tutto quello che ha: mancando un giudizio su Cristo restano solo le cose materiali. Francesco chiede perdono: la pugnalata data davanti al vescovo era data al fratello o al padre?
Torna la questione fondamentale dell'essere genitore: chi mette al mondo una vita fa un invito onesto?
I figli si aspettano tale onestà: non tanto come sapienza completa sui fatti della vita e della morte (chi può realmente sapere tutto?) bensì come autorevolezza (so a chi rivolgermi, non rimuovo la questione).
Verrà il giorno in cui ogni padre/madre diventerà fratello/sorella nostra (o come ha detto un mio amico "perdonerai i tuoi genitori").
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