Finalmente stasera ho visto il film 'Gomorra'. Due personaggi fondamentali: il ragazzino Totò e la madre del suo amico, Maria. Lei martire, lui anti-martire. Il martire è colui che paga col prezzo del proprio sangue l'errore altrui (cioè testimonia Cristo - cosa poi questo voglia dire in pratica lo si scopre nella vita).
Viene da chiedersi quindi: si avranno questi martiri che sconfiggeranno la Camorra?
Il titolo del film lascia supporre che l'empietà prevarra e che questo popolo non si salverà, dato che non lascia gridare il sangue dei propri martiri (la madre Maria). Lo soffoca nella connivenza (quasi come se la morte di Maria non avesse seguito). Gli altri fuggono.
La storia ci insegna il contrario, cioè che il sangue dei martiri grida eccome, ad iniziare da quello di Cristo. I discepoli hanno capito solo DOPO la Crocefissione e la Resurrezione. Da notare come per un attimo appare persino una statua di San Pio da Pietrelcina (l'uomo che ha scelto di soffrire per l'espiazione dei peccati della umanità e che ha avutoil dono delle stigmate).
Speriamo che Matteo Garrone si sbagli.
lunedì 13 ottobre 2008
"Questo denaro è nulla"
Il Papa ieri ci ha ricordato che "il denaro è nulla". In effetti era un consiglio economico. Leggo oggi su "Il Giornale" che nel 2007 lo Stato Vaticano ha venduto i suoi 19 milioni di euro di azioni e ha comprato lingotti d'oro (che "la ruggine non consuma"). Diciamo che oggi sono messi meglio di tutti e il capitale è ultra-garantito. La Chiesa non è sprovveduta (fortunatamente, altrimenti non sarebbe così interessante).
Il giornalista commentava ironicamente "la sede di Pietro è fondata su una roccia d'oro".
Scherzi a parte faccio notare il meraviglioso passaggio: "cambiare il nostro concetto di realismo", perchè il vero realista "è chi riconosce nella Parola di Dio, in questa realtà apparentemente così debole, il fondamento di tutto".
Un passaggio notevole: la realtà è il Logos (il pensiero di una particolare Persona nell'universo... fra i tanti). Finalmente un ecclesiastico che considera il pensiero come prima realtà. Freud e Giacomo Contri possono essere soddisfatti: un Pontefice la pensa come loro.
Il pensiero della Chiesa è la risposta completa a tutti gli interrogativi dell'uomo.
Diciamo che l'anno scorso vendere tutti i titolti azionari era un considerabile rischio di recessione (parola tabù) per lo Stato Vaticano (chi immaginava questo crollo?). Rimanendo umili e non avidi oggi il Vaticano ha garantito ancora una volta la sua (meritata) ricchezza.
Il giornalista commentava ironicamente "la sede di Pietro è fondata su una roccia d'oro".
Scherzi a parte faccio notare il meraviglioso passaggio: "cambiare il nostro concetto di realismo", perchè il vero realista "è chi riconosce nella Parola di Dio, in questa realtà apparentemente così debole, il fondamento di tutto".
Un passaggio notevole: la realtà è il Logos (il pensiero di una particolare Persona nell'universo... fra i tanti). Finalmente un ecclesiastico che considera il pensiero come prima realtà. Freud e Giacomo Contri possono essere soddisfatti: un Pontefice la pensa come loro.
Il pensiero della Chiesa è la risposta completa a tutti gli interrogativi dell'uomo.
Diciamo che l'anno scorso vendere tutti i titolti azionari era un considerabile rischio di recessione (parola tabù) per lo Stato Vaticano (chi immaginava questo crollo?). Rimanendo umili e non avidi oggi il Vaticano ha garantito ancora una volta la sua (meritata) ricchezza.
Vita
Per fortuna che la vita la dà Dio e non i genitori, perchè è uno dei pochi (assieme ai Santi) che sappia cosa voglia dire vivere davvero.
Imploro i fidanzati/sposati di tutto il mondo di pensare umilmente (cioè realisticamente, quindi da figli che riconoscono di essere stati in parte o del tutto ingannati dai propri genitori) a cosa fanno quando concepiscono un figlio:
a) lo concepiscono davvero? (cioè lo pensano realmente come figlio e come essere umano?)
b) sono realmente interessati alla santità (il Pensiero di Cristo è la verità sull'uomo: è fondamentale capirlo, pena vivere da disperati [poi c'è il discorso di quelli che "dicono no, e poi vanno a lavorare il campo]);
c) sanno che il figlio chiamato alla vita si aspetta che i genitori almeno intuiscano lo scopo della vita umana?
San francesco, scoprendo che suo padre non aveva concepito un figlio ma un servo, un suo alter ego, ha reso gli abiti e ha detto "ho un altro Padre". Una discreta batosta ma necessaria per vivere bene.
Questo solo per far notare come il cristianesimo sia davvero l'apice della domanda sul vivere e sul significato dell'essere umano.
La più grande frase di Giacomo Contri riguarda Gesù: in pratica, il pensiero di Gesù che più fa incazzare l'umanità è che risorgendo ha detto "mi è piaciuto vivere da uomo e risorgo per continuare a farlo".
Questa è davvero la cosa imbestialente. Vuol dire che era soddisfatto persino sulla Croce. La stragrande maggioranza dell'umanità non sa vivere ed è disperata e si trova Una persona soddisfatta che dice "per vivere bene, fai come me (cioè vinci il mondo)".
Se non è interessante Uno che dice e pensa così... non so chi possa esserlo.
La massima disistima a chi non caga Gesù. Superficialità e disperazione allo stato puro. Molto meglio chi lo odia.
Imploro i fidanzati/sposati di tutto il mondo di pensare umilmente (cioè realisticamente, quindi da figli che riconoscono di essere stati in parte o del tutto ingannati dai propri genitori) a cosa fanno quando concepiscono un figlio:
a) lo concepiscono davvero? (cioè lo pensano realmente come figlio e come essere umano?)
b) sono realmente interessati alla santità (il Pensiero di Cristo è la verità sull'uomo: è fondamentale capirlo, pena vivere da disperati [poi c'è il discorso di quelli che "dicono no, e poi vanno a lavorare il campo]);
c) sanno che il figlio chiamato alla vita si aspetta che i genitori almeno intuiscano lo scopo della vita umana?
San francesco, scoprendo che suo padre non aveva concepito un figlio ma un servo, un suo alter ego, ha reso gli abiti e ha detto "ho un altro Padre". Una discreta batosta ma necessaria per vivere bene.
Questo solo per far notare come il cristianesimo sia davvero l'apice della domanda sul vivere e sul significato dell'essere umano.
La più grande frase di Giacomo Contri riguarda Gesù: in pratica, il pensiero di Gesù che più fa incazzare l'umanità è che risorgendo ha detto "mi è piaciuto vivere da uomo e risorgo per continuare a farlo".
Questa è davvero la cosa imbestialente. Vuol dire che era soddisfatto persino sulla Croce. La stragrande maggioranza dell'umanità non sa vivere ed è disperata e si trova Una persona soddisfatta che dice "per vivere bene, fai come me (cioè vinci il mondo)".
Se non è interessante Uno che dice e pensa così... non so chi possa esserlo.
La massima disistima a chi non caga Gesù. Superficialità e disperazione allo stato puro. Molto meglio chi lo odia.
Regina del Pensiero
Contri suggerisce che la Madonna è anche Regina Cogitationis (Regina del pensiero). Regina del pensiero positivo (da positum = posto, pensiero che ben dispone).
Un esempio è fornito dal caso di Lourdes.
Per decenni si è detto che la modernità ha perso l'idea di paternità; questa è però solo una conseguenza della perdita dell'idea di figliolanza (incapacità di chiedere e ricevere un beneficio incondizionato e gratuito).
Lourdes è il Luogo per l'uomo post-moderno. Mendicando e soffrendo l'umanità chiede e la Madonna, concedendo le Sue grazie, insegna ad essere figli (es. il suo "sì" all'angelo dell'Annunciazione, oppure il "custodiva e meditava queste cose nel suo cuore"), proprio nella grotta in cui Lei si è rivelata Immacolata Concezione (Figlia del suo Figlio). Freud, col suo "imparare ad essere uomini è imparare ad essere figli", è quindi amico della Madonna. Fatima era la risposta di Maria al comunismo, Lourdes è la risposta al pensiero anti-concezionale (e abortista).
Un esempio è fornito dal caso di Lourdes.
Per decenni si è detto che la modernità ha perso l'idea di paternità; questa è però solo una conseguenza della perdita dell'idea di figliolanza (incapacità di chiedere e ricevere un beneficio incondizionato e gratuito).
Lourdes è il Luogo per l'uomo post-moderno. Mendicando e soffrendo l'umanità chiede e la Madonna, concedendo le Sue grazie, insegna ad essere figli (es. il suo "sì" all'angelo dell'Annunciazione, oppure il "custodiva e meditava queste cose nel suo cuore"), proprio nella grotta in cui Lei si è rivelata Immacolata Concezione (Figlia del suo Figlio). Freud, col suo "imparare ad essere uomini è imparare ad essere figli", è quindi amico della Madonna. Fatima era la risposta di Maria al comunismo, Lourdes è la risposta al pensiero anti-concezionale (e abortista).
Ragioni del Logos
Discutendo con una amica mi sono accorto di questo:
un educatore alla fede cattolica deve sì fornire sempre le ragioni della propria fede, come viene detto nella Prima Lettera di Pietro (3,15): "pronti sempre a dare una risposta a chi vi chiede il motivo della vostra speranza", ma spesso questo fornire le ragioni è una questione che richiede un certo tempo, anzi alcune volte anni (altrimenti sarebbe una fede futile e non incarnata, se fosse possibile fornire le ragioni in pochi secondi, come un teorema matematico).
Quindi il compito dell'educatore alla fede cattolica non è quello di rispondere istantaneamente alla pretenziosità di certe richieste di chiarimento (a volte anche capziose), bensì quello di non chiudere le porte al giudizio di affidabilità. Chiaramente chi è convertito e pentito ("tornato sui propri passi") ha espresso un giudizio di affidabilità sul Pensiero di Cristo (e della Chiesa) così come un bambino lo esprime verso il proprio padre. Sa che molte cose le capirà nel tempo ma ciò non elimina la volontà di comprensione e la speranza di continuare l'incarnazione.
Quindi il vero educatore alla fede cattolica è colui che è interessato alla santità, il testimone (quindi anche un po' martire). Di fronte alla solidità vissuta del pensiero cristiano c'è ben poca necessità di dimostrazioni, ma solo il desiderio di imitazione del padre che si incontra dopo averne riconosciuto la vantaggiosità.
un educatore alla fede cattolica deve sì fornire sempre le ragioni della propria fede, come viene detto nella Prima Lettera di Pietro (3,15): "pronti sempre a dare una risposta a chi vi chiede il motivo della vostra speranza", ma spesso questo fornire le ragioni è una questione che richiede un certo tempo, anzi alcune volte anni (altrimenti sarebbe una fede futile e non incarnata, se fosse possibile fornire le ragioni in pochi secondi, come un teorema matematico).
Quindi il compito dell'educatore alla fede cattolica non è quello di rispondere istantaneamente alla pretenziosità di certe richieste di chiarimento (a volte anche capziose), bensì quello di non chiudere le porte al giudizio di affidabilità. Chiaramente chi è convertito e pentito ("tornato sui propri passi") ha espresso un giudizio di affidabilità sul Pensiero di Cristo (e della Chiesa) così come un bambino lo esprime verso il proprio padre. Sa che molte cose le capirà nel tempo ma ciò non elimina la volontà di comprensione e la speranza di continuare l'incarnazione.
Quindi il vero educatore alla fede cattolica è colui che è interessato alla santità, il testimone (quindi anche un po' martire). Di fronte alla solidità vissuta del pensiero cristiano c'è ben poca necessità di dimostrazioni, ma solo il desiderio di imitazione del padre che si incontra dopo averne riconosciuto la vantaggiosità.
Offrire la sofferenza
Osservando un bambino piangere (dopo essersi fatto male) ho notato come le sole persone in grado di placare il suo grido fossero i genitori, ovvero i soli giudicati affidabili al fine di raccogliere e orientare l'offerta della sua sofferenza. Diventando adulto potrebbe scoprire (e glielo auguro) che è possibile offrire la sofferenza anche ad un Altro che ha invece offerto la Sua sofferenza per primo. In seguito, l'intuizione di San Pio da Pietrelcina è stata geniale: coniando con la sua stessa vita il "sorella sofferenza" si è posto come il degno successore di san Francesco ricordandoci che può esserci ambizione anche nella sofferenza (oltre che nella morte). Soffrire non è più da sfigati o da gente su cui si è accanita la sorte ma è motivo di vanto per la vicinanza con la Croce.
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