mercoledì 2 aprile 2008

Pornografie

La canzone “Breaking Free” di High School Musical è pornografica. La componente principale di questa perversione è evidenziata anzitutto dal modo di cantarla. Da circa una quindicina d'anni nel mercato discografico, esattamente dalla nascita della prima boy band (i “Take That”), si è introdotto un nuovo modo di cantare: il sublimato. Questa modalità consiste nel non appoggiare completamente il proprio timbro vocale a tutta la gamma delle note cercando di creare una standardizzazione: la voce adolescenziale principalmente , che dovrebbe essere la voce della “purezza” (una evoluzione della voce bianca? La voce angelica...) contrapposta alla voce adulta “sporca” . Per purezza adolescenziale intendo il modo più diffuso che è proprio del cinema hollywoodiano : il ragazzetto (magari 30enne) con i capelli acconciati in una spettinatura controllata, abbigliamento casual, fisico palestrato ma faccia “innocente”, occhi da cernia, bocca semi-aperta, espressione stupefatta: la simulazione del ragazzo “sensibile”, “dolce” e “innamorato”.
La scissione è quindi istituita: la voce del leader della boy band, contrapposta alla voce “maiala” del cantante degli Aqua in Barbie Girl (brano degno di un trattato di psicopatologia, come “breaking free”) o la vociona dei rapper presenti nei duetti (sempre basati su performance vocali presenti negli amplessi) delle star femminili.
Per le voci femminili va per la maggiore una impostazione nasale (cioè la voce isterica di Britney Spears, di Kylie Minogue) la cosiddetta voce della troia (che va affiancata dagli esempi di voce adulta “sporca” citati prima per l'appunto). Stando attenti alla simbologia: la donna che simula una qualche forma di raffinatezza nel desiderio di farsi sventrare dal macho. Nel brano di High School Musical, per la parte femminile, invece si nota sempre il solito modo isterico ma più orientato alla cultura della “figa di legno” (una nuova definizione di “verginitas diabolica”: la verginità solo intesa come astensione dal rapporto fisico). Comunque queste modalità apparentemente opposte sono, ovviamente, il doppio lato della medaglia: chi non riesce ad essere più adolescente (per motivi di età o di qualche credo) diventa maiale.
Questa contrapposizione di purezza e sporcizia scatena il potenziale in cui è immerso il mondo mediatico degli ultimi 15 anni: la consacrazione della scopata. Il rimando eterno, fino a 7 ore per sting, del coito. High school musical rimanda quello tra troy e gabriella all'infinito, finché – come per britney spears e justin timberlake, si arriverà a fare il grande salto: la decantazione di “sexy back”, del “touch of my hand” (apologia della masturbazione), del “gimme more”.
È proprio vero che l'arte è lo specchio dell'epoca di pensiero in cui si vive.
Nella nostra epoca, della pornografia dilagante, è comunque sempre riscontrabile la traccia di un pensiero vecchio di migliaia di anni: il platonismo della divisione anima/corpo. Zac Efron che per fare la parte dell'innamorato deve tirare fuori “Il meglio di sè”, la parte “alta”: la voce sublimata, gli occhi da tonto, i sorrisoni da bambino di 3a elementare. In un futuro non lontano, quando sarà più famoso e gli verrano offerte parti più importanti, farà il guado del fiume e manifesterà il suo essere erotomane. Idem per Vanessa Hudgens: con la sola differenza che nelle parti femminili – nel modo di ballare e di cantare, nell'abbigliamento diffuso, sono già incorporate, da un decennio – Madonna insegna - le movenze della passeggiatrice: l'occhiolino e lo sculettamento. Ritornando al caso delle fighe di legno siamo nel tentativo più subdolo di mascheramento: dietro all'espressione seriosa (le fighe di legno si vantano di non essere “donne facili” ma donne difficili, irragiungibili – delle novelle Beatrici) il desiderio della sollecitazione selvaggia del clitoride: il monumento alla vagina, il vaginismo. Laddove si pensa di non poter avere una cosa, la si rinnega e si maschera con una opposizione (la formazione reattiva) sperando di essere violentate o sedotte in modo irresistibile. Sarebbe da pensare un qualche gesto futurista per le donne affette dal pensiero “figa di legno”.
Nel testo di “breaking free” si decanta tanto il “prendere il volo”, il “raggiungere stelle”: è ben altro quello che si vuole far volare.
Insomma: siamo lontani da una femminilità solida alla maura tierney (nel film “Insomnia”) e a alla concezione di amore come “trattare (bene) il pensiero”.

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